Isola di Capo Rizzuto, Aeroporto : Salviamo il Soldato Ryan — air, Sindaci del Crotonese consegnate la Fascia al Prefetto, la faccia ormai l’avete perso…….

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Blogger : per quanto riguarda il fallimento della società che gestisce  l’aeroporto Sant’Anna mi sarei aspettato una vera presa di posizione dei Sindaci del Crotonese, come ad esempio andare dal Prefetto e consegnare la fascia, ma nisba, ad oggi sento e leggo delle dichiarazione da vombico, tipiche di politicanti allo sbaraglio, la Bianchi che parla di fallimento della Politica piuttosto che fare un mea culpa del suo di fallimento politico, talmente  attaccata alla poltrona che in 14 anni ha cambiato sette casacche, e che dire del  comunicato della Stasi che bacchetta tutti, mi viene da dire  da che pulpito viene la predica, ma dov’era negli ultimi 4 anni e mezzo ??? mahhh, la cosa che sbalordisce ed a mio avviso ha del’incredibile è questa, ma come cazzo, (scusate il linguaggio), ha fatto una società che non aveva niente da gestire ad essere piena di debiti ??? ricordo a tutti che l’Aeroporto fino a pochi mesi fa era chiuso, ci giunge notizia, che, addirittura, sembrerebbe che, la sola direttrice costi 8.000,000 al mese oltre ai benefit, facendo le debite proporzione Marchionne nciu sbriffa, spero e mi auguro che la notizia trapelata non corrisponda al vero, altrimenti, dovremmo chiamare Striscia La Notizia, visto che  trattasi di soldi pubblici,  inutile che vi parli dell’Ex presidente Salerno e dei suoi acquisti, dopo aver letto l’articolo che sotto vi pubblico mi sento di assegnare la cacchia dell’anno al Sindaco di Crotone, Peppinuzzu Vallone. Propongo di costituire un comitato PRO – AEROPORTO apolitico e lanciare un azionariato popolare per l’acquisto della società o x formarne una nuova sperando che RYANAIR NON ABBANDONI

pinguiniFallimento Sant’Anna Spa : ecco chi ha chiuso l’aeroporto

Gravi inadempienze burocratiche da parte della società fallita e sul comune di Crotone il Tribunale rileva “criticità circa l’impegno finanziario”

Il Tribunale di Crotone decreta il fallimento della Società S.Anna S.P.A. e nonostante le dichiarazioni rassicuranti del presidente della Provincia e Sindaco di Crotone, Peppino Vallone, quello che emerge dalle carte è il ruolo da protagonista recitato proprio dal Comune di Crotone nella “morte” dello scalo pitagorico. Sarebbe semplice attribuire solo colpe politiche alla disfatta della società aeroportuale, ma la sentenza del Tribunale di Crotone, seppure individua gravi inadempienze nella presentazione della documentazione idonea da parte di Sant’Anna Spa, allo stesso modo individua nel Comune di Crotone uno dei principali colpevoli.

La vicenda è senza dubbio complessa, e probabilmente nelle prossime settimane continuerà ad offrire nuovi spunti di riflessione ed analisi. Documenti che mancano, superficialità o poca attenzione nel presentare la documentazione richiesta dal Tribunale, quello che emerge leggendo la sentenza che dichiara il fallimento della società che gestiva lo scalo pitagorico, pare avere dell’incredibile.

In principio manca una relazione, quella di un professionista che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano. Da lì in poi una serie di mancanze, di documentazioni parziali, tardive, spianano la strada alla richiesta di fallimento avanzata dal pm.

La nuova documentazione, sollecitata dal Tribunale, e presentata in data 9 febbraio 2015, è stata ritenuta dal commissario giudiziale non sufficiente, evidenziando “criticità in merito al fabbisogno ed ai flussi finanziari.

Il 18 marzo la società Sant’Anna Spa deposita una relazione firmata dal legale rappresentante; attestazioni di copertura finanziaria (mancano quelle del Comune di Crotone), una delibera di aumento di capitale (non seguita da impegno di spesa), una comunicazione del dirigente Lavori pubblici della Regione.

Mercoledì 15 aprile alla luce della documentazione presentata il Tribunale ha dichiarato inammissibile la domanda di concordato preventivo datata 17 giugno 2014, ed ha disposto il fallimento, come richiesto dalla procura in data 29 gennaio 2015.

Nel decretare il fallimento della società Sant’Anna Spa il Tribunale di Crotone si è però premunito di chiarire la vicenda processuale : ha contestato l’assenza iniziale della relazione del professionista, assenza che non può essere sanata successivamente, in quanto non requisito di regolarità e validità, ma di ammissibilità della domanda di concordato, e in quanto tale la sua carenza non è sanabile.

Nel descrivere la vicenda il Tribunale scrive che e all’udienza del 29 gennaio la società S.Anna Spa “nulla ha prodotto limitandosi a dichiarare di essere pronta ad attestare il piano come integrato, omettendo di eseguire qualsiasi deposito/integrazione, così palesando la inquivocabile incapacità di effettuare le necessarie attestazioni“.

Capitolo Royalties. In ordine alle royalties per un importo di 1.750.000,00 euro risultano garantiti con adeguati e documentati impegni di spesa i versamenti dei Comuni di Cutro, Cirò, Cirò Marina, Isola , Strongoli, Melissa e Crucoli. Manca l’impegno di spesa ufficiale del Comune di Crotone, che con i suoi 900 mila euro rappresenta la fetta grossa del salvataggio (?). Agli atti del Tribunale risulta solo un atto di indirizzo del Comune di Crotone (carta straccia).

Il Comune di Crotone – scrivono i giudici fallimentari – partner maggioritario, ai fini dell’attuazione risulta non aver versato agli atti della procedura, alcuna attestazione, da parte del responsabile finanziario, comprovante l’avvenuta destinazione delle royalties“.

Per tutte queste ragioni il Tribunale “non può che esprimere un giudizio negativo in ordine alla fattibilità stante l’assoluta , manifesta non attitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obbiettivi prefissati, ossia a realizzare la causa concreta del concordato“.

Il Tribunale ha espresso altresì forti perplessità circa l’aumento di capitale sociale prodotto dalla società Sant’Anna Spa : “Permangono le criticità relativamente all’impegno del Comune di Crotone per i versamento delle royalties ed alla sottoscrizione del deliberato aumento di capitale sociale, manca quindi una parte rilevante delle risorse destinate alla soddisfazione dei creditori ed alla continuità aziendale.

Concordato dunque non ammissibile, il Tribunale si spinge oltre e definisce l’ipotesi concordataria “ab origine radicalmente priva di praticabilità giuridica, per incongruità dei meccanismi e degli strumenti all’uopo prescelti”. Con buona pace di tutti gli attori in scena per uno dei film più orrendi della storia crotonese!

Maria Bonaiuto Fonte : http://www.crotone24news.it

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